Per tener viva la memoria

L’8 marzo trae origine da un triste fatto avvenuto negli stati Uniti nel lontano 1908. Centoventinove operaie in lotta per ottenere migliori condizioni di vita, perirono nel rogo del loro stabilimento, avendo il proprietario della loro fabbrica Mr. Johnson, fatto bloccare tutte le vie di fuga.

Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo di quella tragedia.Nel tempo tale data, grazie alle associazioni femministe, è diventata il simbolo delle vessazioni subite nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il riscatto delle donne.
Oramai la festa della donna è molto attesa: si organizzano manifestazioni e convegni si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna.

Il rischio tuttavia di banalizzare, e quindi considerare l’evento buono solo per i fiorai, per i venditori di mazzetti di mimose e per le pizzerie e ristoranti, frequenti luoghi d’incontro delle donne, e la sempre più di moda partecipazione agli spettacoli di spogliarello maschile, resta reale

A tener vivo lo spirito della festa ha dato un contributo notevole la Fidapa di Noto


Seguendo le direttive della presidente nazionale, rispettando e rinvigorendo la regola della sinergia e della collaborazione fra le sezioni vicine, ha organizzato e condotto una manifestazione in unitaria con le Sezioni di Avola e Rosolini.

Il lavoro è stato notevolissimo, ma alla fine i risultati sono stati visibili, e gli apprezzamenti tanti, la visibilità, la notorietà ed il successo ottenuti, veramente meritati. L’importanza della serata è stata determinata soprattutto dal coinvolgimento di tante forze e risorse finora distanti e sconosciute dalla Fidapa;

particolarmente interessante l’approccio con tanti giovani, con cui si è riscoperto un notevole e piacevole feeling.

Ragazze, giovani studentesse liceali, partecipando da protagoniste alla festa hanno tratto spunto per tante riflessioni che arricchiranno nei prossimi mesi il dibattito ed il patrimonio formativo anche nella nostra Associazione.

Le giovani, fianco a fianco con le meno giovani hanno dato luogo ad uno spettacolo vero e proprio. La lettura di brani scelti fra i più belli e significativi della letteratura femminile intersecati alle opinioni ed ai giudizi delle nuove generazioni hanno creato un collage che ripetuto e ulteriormente approfondito potrebbe essere esportato e sottoposto all’attenzione di altre Sezioni

Fidapine e diventarne patrimonio culturale.

Ma il messaggio si è rafforzato con l’impiego delle migliori risorse artistiche presenti in Sicilia e nel nostro profondo Sud: i balletti delle allieve di Florence Cugno, le musiche di Maria Concetta Serravalle e di Carmela Tiralongo, e quelle più classiche di Lalla Ambrogio e Maria Mauceri e le poesie di Lina Tumbarello e di Ignazia Iemmolo, hanno dato un tono altissimo alla manifestazione. Il collante della serata è stato determinato da una presentatrice d’eccezione, una giovane di cui sentiremo presto parlare per la sua bravura e preparazione: Roberta Selvaggio, dottoressa in discipline Artistiche, musicali e scenografia, che è riuscita a coinvolgere il pubblico in un vortice di attrazione e simpatia. La Fidapa di Noto l’aveva già conosciuta in precedenza in occasione della presentazione del libro di Salvatore Scalia “La punizione”, ma in questa occasione, davanti ad un pubblico di parecchie centinaia di donne ha dato il meglio di se.

 

Noto, 8 marzo 2008

 

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