I 5 linguaggi dell'amore
Un San Valentino diverso dal solito stereotipo “pizzeria e ballo” progettato, anticipato ed offerto ai soci. dai presidenti di Fidapa, Kiwanis e “Circolo Val di Noto”. Un conferenziere d’eccezione, Francesco Valenti, archeologo, dirigente della Sovrintendenza di Siracusa: Ha affascinato il numeroso ed attento uditorio, parlando di amore.
Lo spunto l’ha dato Gary Chapman con il suo libro, The Five Love Languages tradotto da Valenti con l’aiuto della moglie e reso accessibile ad un pubblico
ansioso di sentire parlare di amore con il linguaggio dell’amore e non con quello oramai prevalente in tutti i settori dell’informazione, della volgarità e del turpiloquio.
Il pubblico ha dimostrato apprezzamento per l’argomento e per il criterio intervenendo ripetutamente con osservazioni e proposte. Il libro di Chapman è adatto “per chi vuole scoprire quali sono i gesti e gli atteggiamenti che fanno sentire il coniuge amato; per chi vuole conoscere in se stesso che cosa lo fa sentire amato”. Descrive la natura e l'anima della famiglia sana, normale, in cui ci si vuole bene. Dopo decenni di lavoro con le famiglie, l'autore ha scoperto cinque caratteristiche fondamentali, cinque elementi
che, se sono presenti, creano dinamiche familiari robuste, efficaci e soddisfacenti.
I cinque elementi sono le grandi linee generali o macro aree entro cui si possono catalogare i linguaggi dell’amore. Se un giapponese volesse manifestare e ricevere attestazione di amore da un’olandese correrebbe seri rischi di non capire e di non essere capito Non potrebbe quindi soddisfare il desiderio di amore. Di amore si è sempre parlato fino a svalutare la parola usata anche per mascherare un sentimento che in realtà è ipocrisia, infatuazione o al massimo innamoramento. L’innamoramento è un sentimento
fulmineo che arriva a suggerire spropositi o sensazioni improvvise, sfocia nel sensuale e nel sessuale ma rapidamente decade e si estingue.
Le cinque macroaree del linguaggio iniziano con le parole rassicuranti che comprendono i complimenti, l’incoraggiamento, il tono delle parole e della voce la piena attenzione; proseguono con i momenti di qualità cioè con l’esternazione dei buoni sentimenti e con la piena attenzione per l’altro. Non si negano i regali come segno e manifestazione di affetto a prescindere dal valore materiale; risulta particolarmente gradito il dono di se stessi. I gesti di servizio, la collaborazione anche nelle faccende domestiche seguendo

come modello gli esempi di vita della famiglia di origine.

Infine la necessità del contatto fisico, non necessariamente quello sessuale ma l’abbraccio, la carezza, il bacio. Diventa quindi indispensabile conoscere il linguaggio dell’altro ed imparare a parlare la stessa lingua. Ma la conferenza sarebbe rimasta uno sterile esercizio intellettuale se non fosse stato arricchito dalle tante osservazioni e spiegazioni con esempi che hanno reso formativa la relazione e gratificante la fatica di Francesco Valenti

Noto 8 febbraio 2009

 

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