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Nell’ambito
della nostra programmazione per il biennio 2007/2009, in sintonia
con il nostro tema nazionale, è stato proposto il gemellaggio
tra la Sezione Fidapa di Comiso e quella di Noto, intitolato
“Le città della pietra……..”
Il gemellaggio è una scelta di solidarietà che
risulta efficace quando coinvolge socie fidapine attive e partecipanti,
superando le barriere geografiche e culturali, come occasione
di dialogo e di dibattito. Il gemellaggio è una azione
complessa, ricca di prospettive, uno straordinario strumento
di azione interculturale fra paesi, che vince ogni pregiudizio,
ha lo scopo di far crescere i rapporti di amicizia e fratellanza
ed affermare gli ideali di pace e solidarietà.
Obiettivo utile in quanto ci permette di entrare in simbiosi
con altre realtà, ma soprattutto ci permette di realizzare
uno degli obiettivi della nostra associazione: l’unione degli
ideali.
Il gemellaggio ci permette di evidenziare gli elementi territoriali
che ci uniscono: il filo conduttore è la presenza e l’uso
nelle due città di una pietra con caratteristiche simili:
la pietra di Noto e la pietra di Comiso. La finalità
è anche quella di far conoscere alle socie di Comiso
e Noto due realtà, entrambe espressione del barocco,dove
la cultura della pietra ha segnato la storia e la civiltà
di un tempo. La particolarità che unisce le due città
è anche la mirabile ricostruzione avvenuta in seguito
al terremoto del 1693 della Val di Noto: vi sono infatti degli
esempi mirabili dell’arte e dell’architettura tardo-barocca
di cui costituiscono un momento di sintesi, presentando notevoli
caratteri di omogeneità urbanistica ed architettonica.
La pietra di Noto è una roccia sedimentaria con una composizione
calcarea. Larghissima diffusione della pietra da taglio si ebbe
dopo il terremoto del 1693 che colpì la Sicilia orientale.
Questo materiale diventò protagonista della ricostruzione,
caratterizzando e definendo con la sua colorazione giallo-dorata
l’urbanistica e l’ architettura della città ricostruita.
La facile lavorabilità e la buona qualità ne determinarono
l’uso più disparato: dalla costruzione di elementi portanti
(archi, volte, murature a faccia vista) ad elementi decorativi
(mascheroni, capitelli, balaustre, scale ecc.).
La pietra di Comiso è una roccia di calcare a grana compatta
e si presenta dall’intensa tonalità paglierina. La sua
lavorazione ha assunto l’aspetto di una vera e propria industria.
Tale calcare presenta aspetti del tutto simili al marmo e viene
impiegato come materiale da costruzione.
D’altronde non dobbiamo dimenticare le caratteristiche cave
di pietra, le cui risorse, sono fonte di ricchezza.
A Comiso, nel passato e anche nel presente, si segue la vicenda
umana di una comunità che si è forgiata sulla
pietra: scalpellini locali, lavoratori dotati di eccezionale
capacità creativa, che hanno saputo ricavare dalla pietra
opere d’arte di notevole pregio artistico. I comisani erano
e sono tutt’oggi mastri della pietra e bravi artigiani e scultori.
Una importante risorsa naturale che ha tracciato nei secoli
la storia del paese: la pietra, una pietra dura, caratteristica,
ampiamente presente nelle architetture dei palazzi e per le
antiche vie di Comiso.
Noto,
10 maggio 2009
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