Il gemellaggio con la sezione di Comiso

La prima cerimonia per il gemellaggio si è svolta in data 10 Maggio 2009 presso la Sala Consiliare del Comune di Comiso, alla presenza della Presidente del Distretto Sicilia della Fidapa.

Nel corso della mattinata le numerose fidapine di Noto hanno potuto apprezzare l'ospitalità gradita delle amiche comisane che hanno accompagnato le nostre ad una visita guidata della Città e delle cave di pietra.

Immagini della cerimonia in presenza del sindaco della città

Lucia Chisari Santoro saluta l'evento con parole molto calorose
La firma dell'atto di gemellaggio
Lo scambio dei doni
 

Un pranzo in un noto Ristorante del posto con taglio di torta e tanta felicità di tutte ha suggellato la cerimonia

Ancora immagini del gruppo unito di comisane e netine

Le netine tutte accanto alla presidente

 

Il perchè di un gemellaggio

 

Nell’ambito della nostra programmazione per il biennio 2007/2009, in sintonia con il nostro tema nazionale, è stato proposto il gemellaggio tra la Sezione Fidapa di Comiso e quella di Noto, intitolato “Le città della pietra……..”
Il gemellaggio è una scelta di solidarietà che risulta efficace quando coinvolge socie fidapine attive e partecipanti, superando le barriere geografiche e culturali, come occasione di dialogo e di dibattito. Il gemellaggio è una azione complessa, ricca di prospettive, uno straordinario strumento di azione interculturale fra paesi, che vince ogni pregiudizio, ha lo scopo di far crescere i rapporti di amicizia e fratellanza ed affermare gli ideali di pace e solidarietà.
Obiettivo utile in quanto ci permette di entrare in simbiosi con altre realtà, ma soprattutto ci permette di realizzare uno degli obiettivi della nostra associazione: l’unione degli ideali.
Il gemellaggio ci permette di evidenziare gli elementi territoriali che ci uniscono: il filo conduttore è la presenza e l’uso nelle due città di una pietra con caratteristiche simili: la pietra di Noto e la pietra di Comiso. La finalità è anche quella di far conoscere alle socie di Comiso e Noto due realtà, entrambe espressione del barocco,dove la cultura della pietra ha segnato la storia e la civiltà di un tempo. La particolarità che unisce le due città è anche la mirabile ricostruzione avvenuta in seguito al terremoto del 1693 della Val di Noto: vi sono infatti degli esempi mirabili dell’arte e dell’architettura tardo-barocca di cui costituiscono un momento di sintesi, presentando notevoli caratteri di omogeneità urbanistica ed architettonica.
La pietra di Noto è una roccia sedimentaria con una composizione calcarea. Larghissima diffusione della pietra da taglio si ebbe dopo il terremoto del 1693 che colpì la Sicilia orientale. Questo materiale diventò protagonista della ricostruzione, caratterizzando e definendo con la sua colorazione giallo-dorata l’urbanistica e l’ architettura della città ricostruita. La facile lavorabilità e la buona qualità ne determinarono l’uso più disparato: dalla costruzione di elementi portanti (archi, volte, murature a faccia vista) ad elementi decorativi (mascheroni, capitelli, balaustre, scale ecc.).
La pietra di Comiso è una roccia di calcare a grana compatta e si presenta dall’intensa tonalità paglierina. La sua lavorazione ha assunto l’aspetto di una vera e propria industria. Tale calcare presenta aspetti del tutto simili al marmo e viene impiegato come materiale da costruzione.
D’altronde non dobbiamo dimenticare le caratteristiche cave di pietra, le cui risorse, sono fonte di ricchezza.
A Comiso, nel passato e anche nel presente, si segue la vicenda umana di una comunità che si è forgiata sulla pietra: scalpellini locali, lavoratori dotati di eccezionale capacità creativa, che hanno saputo ricavare dalla pietra opere d’arte di notevole pregio artistico. I comisani erano e sono tutt’oggi mastri della pietra e bravi artigiani e scultori.
Una importante risorsa naturale che ha tracciato nei secoli la storia del paese: la pietra, una pietra dura, caratteristica, ampiamente presente nelle architetture dei palazzi e per le antiche vie di Comiso.

Noto, 10 maggio 2009

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