| Riporto
un pensiero scritto da un amico di Furio:
Furio
ci ha lasciato
La straordinaria battaglia iniziata un anno e mezzo fa contro
un male subdolo e terribile lo ha visto cedere, armi in pugno,
combattendo fino all’ultimo, ma alla fine rassegnato.
Non si può pensare a Furio senza pensare alle tante opportunità
di riflessioni, di confronti, di gioie, di appassionate dissertazioni,
di feste, di svaghi, di sogni giovanili confrontati sulle ringhiere
del “Rosso e Nero” alla Villa, sogni in parte rimasti tali...in
parte realizzati ed in parte abbandonati.
Si, molte cose le abbiamo concretizzate, forse le più
importanti: il lavoro, il benessere sociale ed anche economico,
pur tra mille lagnanze, la famiglia, i figli, tante stupende
realizzazioni.
Ma tante cose erano e sono rimaste in cantiere!
Noi abbiamo avuto Furio vicino in tutte le circostanze della
vita: quasi coetaneo (lui più giovane di un anno), amico
e compagno di giochi infantili, poi al Liceo Classico, più
maturi ma sempre alla ricerca di soluzioni nelle lotte per il
raggiungimento di obbiettivi sempre più importanti, da
quelli politici a quelli sentimentali, sempre quasi in maniera
contraddittoria ma desiderosi di trovare gli appianamenti derogando
al nostro amor proprio, senza mai superbia.
Ma la parte migliore di Furio l’abbiamo apprezzata negli anni
di vita in comune nel Kiwanis di Noto. Entrambi partiti da una
radice anticonformista, contestatori globali, schivi a tutte
le manifestazioni di esteriorità eravamo riusciti a conquistare
una comunione di interessi e di obbiettivi che ci hanno fatto
raggiungere risultati veramente straordinari. In una sola cosa
non abbiamo potuto trovare un’ intesa: nel piacere e nell’ amore
per la posa davanti all’obbiettivo di una fotocamera. Pertanto
in tutte le foto che gli ho scattato e gliene ne ho fatte tante,
lui si mostra rivolto altrove e fortemente distratto, fortemente
seccato nelle poche volte in cui si era reso conto del mio furto
della sua privacy e della sua immagine.
Lo abbiamo amato tanto, tutti gli amici, i kiwaniani, ed i semplici
conoscenti! anche per queste sue simpatiche fisime!. Continueremo
a volere bene alla sua memoria per tutti quegli episodi di ricca,
simpatica e gioiosa vita che abbiamo trascorso in stretta rispondenza,
conformità e compartecipazione, riversando il nostro
amore su tutta la sua famiglia così gravemente provata.
Non possiamo non pensare in questo momento alla cara Francesca,
dalla fragilità apparente, ma in realtà fortissima
e grandemente combattiva. Appena tre settimane fa ha saputo
affrontare con vigore e decoro il dolore per la morte della
cara madre, avendo già nel cuore la inconfessata consapevolezza
che le vere sofferenze non erano finite, ma destinate a prolungarsi
nel tempo. E la cara Renata, apparentemente ignara, che nelle
ultime settimane con uno sguardo triste trasmetteva con evidenza
i segni di una grave angoscia interiore. Non possiamo trascurare
Enzo e Oria anche loro così gravemente colpiti dal distacco
da una persona così cara. Loro che già avevano
pagato un pesante tributo di dolore con la perdita prematura
del loro padre.
A noi, colpiti ed affranti dal dolore, non resta che rivolgerci
alla preghiera, nella consapevolezza che il Buon Dio fra i Suoi
importanti disegni non avrà certamente potuto trascurare
la famiglia di Furio.
Ciao Furio, noi, non ti dimenticheremo mai!
Noto
9 novembre 2007
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