I
Club services di Noto si sono ritrovati uniti, Sabato 24 Novembre,
al Teatro Comunale di Noto, nel ricordo di un illustre concittadino
Corrado Sofia, a dieci anni dalla sua scomparsa. Il compito di
mettere insieme Cetty Amenta, Sebastiano Tiralongo, Maria Concetta
La Rosa, Enzo Dejean e Vera Carbè rispettivamente presidenti
di FIDAPA, Kiwanis, Lyons, Rotary e Soroptimist, l’ha assunto
Enzo Papa.L’illustre
Preside Notinese, amico di Corrado Sofia ha scritto che “non è
possibile dimenticare, anche
volendo, chi ci ha aperto orizzonti e squarciato veli, i
veri maestri che ci hanno rivelato
undiorama
di vita tessuto di cultura, di esperienze e soprattutto di Humanitas”
Di
lui della sua personalità artistica e culturale, si fa
fatica a parlare, in quanto particolarmente schivo; lui preferiva
parlare degli altri, di amici ed intellettuali del patrimonio
artistico e culturale dei paesi di tutto un mondo che aveva
conosciuto viaggiando.
Ma
pur amando viaggiare il suo rifugio preferito restava la sua minuscola
ed incantevole casa di Noto in contrada Serravento.
Nella
giornata di domenic 25 il Preside Salvatore Russo, il professore
Natale Tedesco, critico letterario che ha parlato in maniera
magistrale di un Corrado Sofia umanista d’avanguardia, poi,
Salvatore Ferita, Sarah Zappulla Corrado Fianchino ed infine
Francesco Ortisi che ha riservato per il pubblico presente al
Teatro Comunale una vera e propria chicca: un cortometraggio
documentario di Corrado Sofia “Qualcuno chiama dall’Etna”. Fra
le opere sono state ricordate:
•
Noto, città barocca 1986
• Avventura in Cina 1987
• La ragazza di Algeri 1987
• Amorosa Ortigia 1989
• Noto, le pietre sacre del barocco 1991
• Pirandello, storia di un amore
• Belkis ci salverà 1993
• Gente di Sicilia 1995
Sceneggiature e varie collaborazioni a partire dai primi anni
‘50
E i numerosi film documentari
• Il dono del Nilo
• Il mondo dei romani
• Gente dell’Etna
• Viaggio nella Magna Grecia
• Le donne dell’Etruria
• Il ponte dell’Asia
• Sicilia anno 1000
• Puglia magica
• Qualcuno chiama dall’Etna che come abbiamo scritto in precedenza
abbiamo avuto modo di gustare in sala.