La
donna fra tradizione ed innovazione nel rispetto dei valori
fondanti del vivere civile,
questo il tema trattato nella conferenza organizzata dalla
Fidapa. Intervengono:
Rosalba
Mauceri - Tesoriera
Nazionale
Cettina
Oliveri - Vice Presidente Distretto Sicilia
Giuseppina
Seidita - Presidente Nazionale F.I.D.A.P.A.
Giuseppe
Testa - Assessore ai Servizi Sociali, della Sanità
e della Famiglia.
RELATORI:
Ignazia
Iemmolo - Marinella Fiume - Alfio Patti
Francesca
Gallo, facendo gli onori di casa, saluta i presenti e lascia
la parola a Giuseppe Testa che, per niente indifferente al
tema trattato dice:
Prende
la parola la Presidente Nazionale della Fidapa Giuseppina
Seidita: “Per noi è importante interagire con le istituzioni,
crediamo nel lavoro in rete svolto insieme a loro”. Ha ricordato
gli ottanta anni di attività della Fidapa ed ha elogiato
il suo essere innovativa, sempre al passo con i tempi. “La
Fidapa nasce come Circolo culturale ma, con il passare del
tempo e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, quando
si riprendono le attività,
l'inserimento alla società è diverso, le donne
sono più attive, si interessano alla politica, alle
istituzioni, proprio ciò che la Fidapa ha sempre creduto
e voluto fare.
“
Le intuizioni delle donne sono molto più profonde
delle certezze di
noi uomini”.
Cettina
Oliveri, dopo una breve introduzione sulla qualità e
sulla quantità delle doti femminili, si concentra sul
ruolo della donna "determinante nel passaggio evolutivo";
ruolo che è maggiormente riconosciuto nell’ambito familiare,
senza il quale la società sarebbe diversa, infatti, sono
l’educazione, le cure e l’affetto che la mamma trasmette ai
figli che formano il carattere e la persona che avrà
un ruolo determinante a creare la dimensione di ciascun individuo
nella società.
Ignazia
Iemmolo saluta le autorità e le socie fidapine: “C’è
un filo d’oro invisibile ma forte che tiene unita l’amicizia tra
le socie”.
Nel suo intervento corposo ricorda che nella storia, a partire
da importanti studiosi considerati saggi grazie ai loro studi
e alla loro intelligenza , la donna è sempre stata discriminata,
messa alla pari con i bambini ed i pazzi, , non è stata
mai considerata per quello che è, creatura intelligente,
tenace e capace. Ricorda l’importanza dell’aiuto e del sostegno
per le donne che soffrono, della pace “intesa come prevenzione
alle cattiverie del mondo”. Ricorda i progressi che sta facendo
la donna lottando per i suoi valori, per la propria libertà
e la forza emotiva e di pensiero. Per concludere legge una sua
poesia nella quale la donna è protagonista forte e presente,
che può fare la differenza.
Marinella
Fiume che affronta l’argomento in modo passionale dice “Noi
non funzioniamo: è un’autocritica perché non abbiamo
la solidarietà con le altre donne, perché spesso
siamo le peggiori nemiche di noi stesse. Permettiamo, pur essendo
donne colte, di andare avanti solamente agli uomini. Dov’era
la donna nel 200, nel 600, nell’800? Questo è il lavoro
che la Fidapa sta facendo: cercare di fare emergere la base
di un iceberg di cui soltanto la punta spesso emerge”.
Il nostro pensare di non essere all’altezza, l’insicurezza nella
quale gli uomini ci hanno spinto… Dobbiamo avere l’orgoglio
di essere donne senza mitizzarci. Dobbiamo far valere per noi
i principi meritocratici, non dobbiamo permettere agli uomini
di darci il ruolo di supplenza”.
La Fiume sottolinea l’importanza delle associazione che “lavorano”
per le donne quando le istituzioni sono assenti.
Alfio
Patti, poeta e cantautore siciliano, con la sua chitarra ripercorre
la storia della donna nella famiglia siciliana di un tempo:
la donna inizialmente amata come gioiello che diventa proprietà
con il matrimonio per poi essere lasciata a se stessa, dimenticata
e trascurata.