Conversazione con il sovrintendente INDA Fernando Balestra in preparazione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa

 

Notevole successo dell’iniziativa della Fidapa e del Lions club nella sede dell’“Associazione concerti”in Via M. Raeli a Noto sul tema “La sfida della legalità nella messinscena dell’Orestiade di Eschilo”, propedeutica alla partecipazione agli spettacoli classici del 2008 al Teatro Greco di Siracusa.

Mai come quest’anno il tema delle tragedie è stato così vicino all’impegno della Fidapa Nazionale riguardante il “rispetto” con particolare riferimento al rispetto della legalità.

Anche quest’iniziativa si associa a quelle già tenute con la celebrazione della cultura Netina, nel decennale della morte di Corrado Sofia,

la presentazione del libro “la Punizione” di Salvatore Scalia ed il rispetto della persona nell’ambito della chirurgia estetica. Insomma il tema del “rispetto”continua ad essere focalizzato e realizzato in tutte le sue sfaccettature ed estrinsecazioni.
 
Tornando alla serata dedicata alla Orestiade, dopo i saluti delle presidenti di Lions, Maria Concetta La Rosa (nella foto a destra)
e Fidapa, Cetty Amenta (a sinistra) e la presentazione dell’ avvocato Enrico Di Luciano, presidente dell’Associazione “Amici dell’INDA”,
ha preso appunto la parola il relatore Balestra.
Il dottor Fernando Balestra, caratterizzato da notevole eclettismo, laureato in lettere ed assunto in Rai nel concorso riservato a laureati col massimo dei voti, ha svolto un ’intensa attività di ideazione e produzione di documentari. Diventato giornalista nel 1988,ha lavorato per la Testata
Giornalistica Regionale del Lazio, per la quale e`stato anche critico teatrale ed operistico. E `stato autore di programmi di successo,tra i quali si ricorda «Caffe`italiano» su Rai Uno, «Profondo giallo » su Rai Due, «Donne al bivio » su Rai Uno. Ha ideato il Concerto di Natale in Vaticano ed e`stato autore di «Linea verde» e della serata finale del «Prix Italia».In campo teatrale ha tradotto,diretto, scritto e messo in scena
molte rappresentazioni, ha fondato nel 1996 il «Festival dei giovani » a Mineo (Catania).
Sempre nel 1996 ha riaperto il Teatro Civico di Norcia , che ha diretto per 6 stagioni, dopo una chiusura di 44 anni. Nel 1999 ha fondato l’ “Ibsenfestival” di Amalfi. Nel 2003 e`stato autore,regista e produttore della Veneziana,che colleziona oltre 35.000 spettatori. Come critico teatrale,oltre alla succitata collaborazione con il TG Lazio,ha collaborato,e continua a collaborare, con varie riviste specializzate.
Balestra è sovrintendente, promotore di una appassionata attività all'interno dell'organizzazione, dagli spettacoli alle attività collaterali fra cui quest'anno un convegno internazionale di studi intitolato Vendetta e Giustizia sull'Orestea.
La Orestiade grazie all’impegno di Balestra diventa “un grido civile, una rivolta morale della Sicilia che reclama giustizia e urla contro il crimine, contro il pizzo, contro la garrota di tutte le mafie”.
Il sovrintendente Fernando Balestra, annuncia anche a Noto come ha fatto in importanti altri convegni che i commercianti che dichiareranno di non pagare il pizzo riceveranno una statua dell’Inda di grandi proporzioni, che collocheranno all’ingresso dei loro negozi. In questo modo formeranno una sorta di corsia virtuosa che porterà direttamente al

teatro.

È la scommessa di quest’anno. L’Orestiade vuole celebrare il passaggio dalla società di sangue ai vincoli della democrazia, in una parola, rappresentare l'approccio alla legalità. Anche il linguaggio preso dal testo di Pasolini, rappresenta una rivoluzione rispetto ai modelli tradizionali: via il tono declamatorio, ma un linguaggio che trasforma, per dirla con Pasolini, “i toni sublimi in toni civili”

In sostanza dalle parole di Balestra oltre ad una bella rinfrescata alle bellezze ed agli interessi del patrimonio classico molto radicato nella nostra cultura, anche un motivo valido per dirla con Pietro Carriglio, ad un impegno d’onore forte e pressante:
«Quando dalla società civile siciliana viene espressa con forza la necessità di lasciarsi
alle spalle l’immagine
di una terra connivente con la mafia, di una Sicilia che paga il pizzo, si sente forte il bisogno di costruire un percorso comune verso la legalità».
 

 

Interessanti interventi hanno ravvivato ed ulteriormente impreziosito la dotta conversazione.


Noto, 14 maggio 2008

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